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10 anni di patente a punti, anche la localizzazione per la prevenzione

02/07/2013

85.604.842 di punti decurtati ai nostri oltre 37 milioni di automobilisti, con una media di 2,275 punti in meno per ogni patente (dati riferiti al 31 dicembre 2012). Gli under 20 sono stati i più indisciplinati anche in virtù del fatto che per loro nei primi 3 anni  le infrazioni valgono il doppio (con media 6,497 punti), seguiti dalla fascia fino a 24 anni (3,390), e 30 – 34 anni (2,638), mentre per le altre si rientra nella media nazionale con il record più basso per gli ultrasettantenni (1,176 punti), e con le donne che si sono dimostrate più virtuose degli uomini.

In testa alla classifica delle violazioni che hanno fatto perdere il maggior numero di punti c’è il superamento dei limiti di velocità, un’infrazione che costa caro agli automobilisti, specialmtente ai neopatentati in termini non solo di punti ma anche di sicurezza, oltre che economici per la spesa sanitaria nazionale. La localizzazione negli ultimi anni ha contribuito a proteggere tante vite, giovani e non, con sistemi sempre più innovativi per contrastare il vizio del “piede facile” sull’acceleratore.

Sono emerse anche le abitudini di guida degli automobilisti attraverso l’installazione di scatole nere che ricostruiscono fedelmente le dinamiche dei sinistri. Dispositivi di localizzazione satellitare come REMOTE ANGEL sono sempre più diffusi in Italia e nel mondo proprio al fine di arginare fenomeni come questi e comportamenti scorretti alla guida.

Alcuni commentatori ritengono il bilancio complessivo del provvedimento molto efficace, come sottolineano all’Associazione sostenitori amici polizia stradale, tra gli accesi sostenitori dell’introduzione della patente a punti: “Sicuramente ha funzionato insieme però alle norme antialcol più severe e all’incremento dei controlli con l’etilometro. Se nel 2002 si contavano ancora 265.402 incidenti  con 6.980 morti e 378.492 feriti, nel 2011 siamo scesi al minimo storico di 205.638 incidenti (-22,5%), con 3.860 vittime (-44,7%) e 292.019 feriti (-22,8%).

Il solo effetto annuncio sui giornali e Tv nei primi sei mesi del 2003 produsse effetti notevoli. Oggi contiamo ancora comunque sulle strade  11 morti e 800 feriti al giorno. L’anello mancante in questa fase, secondo noi e le associazioni Lorenzo Guarnieri e Gabriele Borgogni, si chiama “Omicidio stradale” per chi uccide da ubriaco (over 1,5 g/l) o drogato, insieme all’ergastolo della patente, punti o non punti. Qui vogliamo solo ricordare che dal 1° luglio ai più disciplinati (o fortunati che non si sono imbattuti in un autovelox facile) verranno assegnati gli ultimi due punti di omaggio biennale, raggiungendo il tetto  di 30 punti.  Se volete sapere il saldo dei vostri punti basta chiamare l’ 848 782 782 del Mit. Attenzione però, da oggi i punti si possono solo perdere!).

Insomma punti o non punti, alla guida di qualsiasi veicolo bisogna adottare sempre la massima prudenza, non mettersi al volante se si è stanchi o con problemi di salute (prestare sempre attenzione alle possibili ripercussioni dei farmaci sulla capacità di guidare), evitare nel modo più assoluto le bevande alcoliche (o le sostanze stupefacenti), rispettare le norme del Codice della strada. Il rispetto da parte di tutti di queste semplici regole del vivere civile, da solo, basterebbe a ridurre il numero degli incidenti ma sappiamo bene che non è così quindi al volante occhi sempre ben aperti e per chi ha voglia di provare il “brivido” della velocità, in Italia ci sono tanti bellissimi circuiti dove potersi “sfogare” in piena sicurezza.

 

Fonte: Repubblica-Motori.it