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Consumi reali e consumi promessi dalle case automobilistiche: presto una svolta

05/06/2013

L’annosa diatriba tra movimento dei consumatori e case produttrici sui consumi stimati delle auto, rischia di rotolare davanti alla Corte o tribunali europei, come già successo negli Usa dove il gruppo Hyundai-Kia è stato costretto a risarcire i clienti “dando 90 dollari a ciascuno per aver taroccato i dati”.

In Italia la differenza tra consumi reali di carburante e quelli accertati nei test di omologazione nella sala prove, si attesterebbe ad un 25% in più di quanto dichiarato dalla case costruttrici, per una media di 300 euro in più all’anno per gli automobilisti. Il calcolo è dell’ong International Council On Clean Transportation. Presto però la situazione potrebbe cambiare e a vantaggio di chi guida. Occorrono regole certe come quelle messe a punto dalle Nazioni Unite, in un test di consumi standard su base globale conosciuto con l’acronimo di WLTP (Worldwide Harmonized Ligt Vehicles Test Procedure). Secondo l’ICCT e altre associazioni «verdi» darebbe risultati molto più aderenti alla realtà. In attesa che le regole cambino, poter controllare il consumo di carburante soprattutto per chi gestisce una flotta o affida auto aziendali a terzi, fa la differenza sui bilanci annuali.

Anche per questo i sistemi di localizzazione satellitare sono sempre più richiesti dalle imprese che vogliono risparmiare.

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